domenica 15 luglio 2012

Anime Nere - Gioacchino Criaco

Pochi scrittori trattano argomenti delicati al giorno d'oggi. Soprattutto quando si tratta di scrivere di mafia. Gioacchino Criaco non si tira indietro e ci regala questo grande libro di 'ndrangheta, tutt'ora la mafia meno conosciuta e più ricca del nostro Paese.

Gioacchino Criaco è nato e vive a Africo, in Calabria nel cuore dell'Aspromonte, e  scrive della sua terra e del suo popolo. Persone che fino a qualche anno fa non si sentivano parte di un Paese industrializzato, che hanno rifiutato quel progresso e quella società che l'Unità d'Italia ha portato un secolo e mezzo fa.  

Il romanzo parla di tre ragazzi adolescenti, tutti provenienti da famiglie povere, costretti ad frequentare un liceo che non sentono proprio e a socializzare con gli altri ragazzi di città così diversi e lontani dalle loro abitudini. Fin da adolescenti iniziano la lunga strada del crimine, prima con semplici furti, poi con rapimenti e omicidi.

Dopo gli studi si ritrovano a Milano dove grazie a nuove conoscenze, entrano nel mercato della droga e ne diventano i re. I soldi arrivano e il sangue tinge di rosso le anime dei protagonisti. Pian piano arrivano le grane dello Stato, sempre più attento ai problemi di droga a quei compaesani che vedono di cattivo occhio i loro successi. 

La storia dei tre ragazzi, criminali indipendenti, si snoda attraverso tutta Europa ma rimarranno sempre legati alla propria terra e alla propria famiglia. Forti sono le tradizioni e nessuno sbaglio è ammesso in una società rigida e chiusa. 
Gran merito dello scrittore è ribadire come la fine di certe carriere criminali è sempre la stessa: dai boss della Camorra e della Mafia siciliana, ai nostri personaggi. Come spiegherà durante il racconto grazie alla voce del protagonista principale, consapevole delle responsabilità che si dovrà assumere presto.

Interessante sarà capire come quei piccoli paesi dell'Aspromonte abbiano vissuto fino ai giorni d'oggi, cosa li lega a tal punto da proteggere pericolosi criminali come i nostri tre protagonisti. La strada della criminalità sarà l'unica arma contro un paese che ha tolto loro l'amato territorio e imposto regole e divieti. 

"Perché un popolo non può scegliersi il futuro e vivere come crede, sulla propria terra?"

giovedì 28 giugno 2012

Le Belve, il film - Oliver Stone

A meno di un anno dall'uscita del romanzo di Don Winslow, "Le Belve", è già pronto l'ominomo film.
Diretto da Oliver Stone, tre volte premio oscar, e con la partecipazione di Salma Hayek, Benicio Del Toro, Taylor Kitsch, Blake Lively, John Travolta e Uma Thurman; il film è già nelle sale americane e ad ottobre nelle sale cinematografiche italiane.

In anteprima il trailer italiano a questo link.

Speriamo che questo action-film sia all'altezza del romanzo di Winslow e che la storia non ne sia troppo modificata per esigenze cinematografiche.
Una cosa è certa, purtroppo il film perderà la capacità unica di Don Winslow di tenere il lettore incollato al libro anche grazie alla sua ironia pungente. Impresa dura per Oliver Stone, che in ogni caso ci ha abituato anche a grandi capolavori.

Sicuramente un film da non perdere ad ottobre al cinema.

domenica 24 giugno 2012

Figlio di Dio - Cormac Mcarthy

Lester Ballard è un uomo violento dal passato difficile. Cresciuto in un piccolo paese isolato dal mondo dove regna la legge del più forte, e abbandonato a se stesso, Ballard può solo scegliere la strada della violenza per affermarsi in una società che lo allontana. 
Dopo un'accusa di violenza carnale viene incarcerato, ma poco ne esce non colpevole ed è libero di commettere i suoi crimini sempre più violenti.
Nel piccolo paese, East Tennessee, si susseguiranno omicidi e sparizioni a cui la polizia non saprà dare una risposta. Tutti firmati da un uomo solo, la cui solitudine è sfociata in violenta, perversione e profonda tristezza.
Non un lavoro per dare un senso alla sua vita, né un amico con cui sfogarsi della sua profonda frustrazione e neppure una moglie o una fidanzata a cui rivolgere le attenzioni. Un uomo come tutti noi la cui solitudine ha cambiato la sua vita e quella delle sue vittime.

Cormac McCarthy crea senza dubbio un noir pesante. Un clima freddo, desolato e triste nel quale Ballard è padrone incontrastato. La sua violenza si rivolge a chi sembra aver trovato una felicità apparente, a quelle persone più fortunate che nella vita hanno qualcosa o qualcuno.
La povertà e la solitudine porteranno Ballard ad una lucida pazzia fra sporche perversioni e violenza carnali. 
La scrittura di McCarthy renderà l'ambiente ancor più cupo e freddo. La sua scrittura essenziale, privata di qualsiasi conversazione inutile, amplificano la solitudine e l'ambiente cupo e freddo del romanzo. Riuscirà nella difficile impresa di non farci condannare il suo personaggio, quanto piuttosto di renderlo vittima di un ambiente duro a qualsiasi tipo di moralità. Un noir crudo e puro molto lontano dal genere del thriller, destinato solo agli amanti di questo genere.

venerdì 22 giugno 2012

Sangue misto - Roger Smith


Città del Capo, Sudafrica, splendida città per godersi le proprie vacanze e ottima meta per seminare gli inseguitori. E' la scelta perfetta per Jack Burn: trasferire la moglie Susan e il figlioletto Matt in una bella città, e far perdere le proprie tracce. La vita in California è diventata troppo rischiosa e la polizia oramai è sulle sue tracce.La famiglia Burn inizia una nuova vita felice e benestante nella nuova città. Troppo benestante per una realtà troppo povera per non dare nell'occhio. Due giovani ladri proveranno a tentare il colpo grosso, ma Jack, ex marine, è deciso a salvaguardare la sua famiglia e non ha dubbi su cosa fare quando gli si presenta l'occasione per ucciderli. I cadaveri devono sparire alla svelta, Jack deve evitare qualsiasi indagine e accusa per non svelare la sua vera identità.
Le grane si presentano anche a Città del Capo quando il commissario della polizia locale, Rudi Barnard, si presenterà alla porta della villa Burn per indagare sulla morte dei suoi soci d'affari.
La moralità a Città del Capo è una parola vecchia, vecchia come Benny Mezzosangue, ex membro di una gang e dopo una vita violenta e piena di solitudine guardiano notturno. E quando a Benny viene sottratta la cosa a cui tiene di più, la sua cagnetta Bessie, la vendetta sarà l'unico scopo della sua vita, anche a costo di allearsi con Jack Burn.

Questi sono i noir di qualità: veloci, violenti e ambientati un ambiente difficile.
Proprio l'ambiente risulterà il fattore decisivo per la trama del racconto e senza dubbio l'elemento cardine del romanzo di Roger Smith. Un Sudafrica lontano dalle rivoluzionarie idee di Mandela e dallo splendore dei passati mondiali di calcio, ancora impastato nelle lotte razziali e nei traffici illeciti di droga. Una burocrazia corrotta e senza scrupoli è la più naturale conseguenza di una società fondata sulla criminalità.
La rabbia e la paura dei personaggi che si avvicendano in questo romanzo chiudono un noir veramente di qualità destinato a diventare presto, si spera, un film di Samuel L.Jackson.

giovedì 21 giugno 2012

L'uomo di Paglia - Michael Connelly

Tredici anni prima, il giornalista di nera Jack McEvoy era sulle tracce del Poeta, ma tanto tempo è trascorso e tante cose sono cambiate. La sua fama di cacciatore di news è venuta meno tanto che Jack deve affrontare il più grande smacco della sua carriera: il licenziamento. La crisi economica morde anche le grandi testate giornalistiche come il Times che preferiscono giornalisti nuovi e giovani a vecchie glorie pagate a peso d'oro non al passo con i tempi. Per Jack è un brutto colpo, e arriva anche lo smacco quando dovrà istruire Angela, la nuova giornalista che prenderà il suo posto. Il lavoro e il sogno di una vita in frantumi. Jack è deciso a lasciare il segno: un ultimo articolo da prima pagina, come tanti anni fa, per fare scalpore, per lasciare il segno.
Jack e Angela si mettono al lavoro sull'arresto di Alonzo Winslow, giovane ragazzo di colore, accusato dalla polizia di Los Angeles di aver ucciso e seviziato una donna bianca. Presto, grazie all'aiuto di Angela, le indagini sconfineranno e continuare diventerà un gioco molto pericoloso. Jack dovrà ricorrere all'aiuto di Rachel Walling, agente dell'FBI, con la quale ha avuto breve storia. Ma ancora una volta, come tredici anni prima, mettere da parte i sentimenti sarà dura per entrambi e qualcuno dovrà pagare per i propri sbagli...


Terzo libro sulle avventure di Jack McEvoy e Rachel Walling e senza dubbio il migliore. 
Sia nel caso del Poeta e del successivo Il Poeta è tornato, due validi thriller, Michael Connelly non ha raggiunto la completezza e la velocità di questa sua ultima opera. Proprio i numerosi colpi di scena e la velocità del racconto lo rendono molto più scorrevole e piacevole. Il racconto si svolge nell'era delle telecomunicazione e questo clima contemporaneo conferisce al libro qualcosa che nei precedenti mancava, ovvero l'aspetto strategico e tecnologico di un killer spietato per colpire e allo stesso tempo nascondersi. E' proprio questo l'aspetto che permette il salto di qualità del libro rispetto ai racconti precedenti. Sicuramente un libro da non perdere se avete già letto le avventure di Jack e Rachel.

mercoledì 28 settembre 2011

Le Belve - Don Winslow

L'ultimo lavoro di Don Winslow è un giallo sul narcotraffico internazionale, ambientato lungo il confine tra California e Messico. L'autore del Potere del Cane rompe il legame con il passato. Se il primo si può considerare un vero e proprio capolavoro su questo tema, il nuovo libro è molto più leggero: un thriller facile da leggere senza troppi sforzi con tanta suspence, ma senza quell'impegno che alcuni libri richiedono.
Possiamo quindi parlare di un thriller classico sul narcotraffico, non proprio quello che ci si aspetta da Don Winslow, ma ci riesce comunque bene.

La trama si snoda nella California. Due produttori privati di marijuana, Ben e Chon, hanno creato un vero e proprio patrimonio con la loro attività. La loro erba soddisfa i gusti di tutti i loro clienti e ben presto i soldi arriveranno, e ne arriveranno tanti. E con i soldi anche i problemi: il Cartello messicano ha deciso di espandersi negli Stati Uniti e vuole acquistare l'attività di Ben e Chon, e lo farà, con le buone o con le cattive. Ben e Chon lo sanno bene ma mostrarsi le proprie paure e soddisfare le richieste del Cartello può solo danneggiarli, servono altre soluzioni...

Come detto il nuovo libro di Don Winslow rappresenta una rottura con i legami passati e questo non è di certo un punto positivo visto i grandi risultati ottenuti in passato. Il tema del narcotraffico è solo l'ambiente in cui si svolge la storia, e non il filone principale come nel Potere del Cane. Le avventure di Chon & Ben, al limite della realtà, rendono il thriller avvincente ma non particolarmente realistico: come possono due persone mettere in ginocchio una della mafie più pericolose del mondo?
Tralasciando questo, che è presente in molti libri e saghe, in particolare quella di Jack Reacher, il ritmo serrato, dovuto a capitoli spesso anche di poche righe, è un fattore sicuramente positivo in quanto c'è una voglia sempre alta da parte del lettore a leggere un nuovo capitolo, immergendosi poi nella vicenda successiva che si dovrà completare per smettere di leggere. Da questo punto di vista, Don Winslow, è stato un maestro. La sua ironia, spesso presente e pesante, rende ancor più ricco il libro che a tratti risulta anche molto divertente. Questo amplifica ancor di più il genere del libro che si discosta totalmente dalla serietà dei precedenti andando verso un thriller più d'intrattenimento che di informazione.

Alla fine un libro sicuramente piacevole, tra i migliori nel genere di thriller non impegnativi, che sicuramente vi regalerà una bella storia tenendovi impegnati piacevolmente. Certo da Don Winslow non ci si aspetta questo genere di libro, ma non è neanche giusto affossare il suo nuovo lavoro perché si discosta dai precedenti che sono di ben altro calibro. Secondo me un ottimo libro se si desidera un libro da leggere prima di andare a dormire e che non richieda altri pensieri: certo se pretendete di conoscere cosa tutti i retroscena di certi ambienti, allora dovete lasciar perdere Le Belve e dedicarvi al Potere del Cane.

martedì 13 settembre 2011

Devozione - Antonella Lattanzi

Devozione è un romanzo difficile. Difficile come raccontare il mondo degli eroinomani  ad un pubblico che non sa e non conosce quella realtà, difficile come demolire i pregiudizi verso gli eroinomani che sono umani, troppo umani. Difficile soprattutto per una scrittrice all'esordio come Antonella Lattanzi che ha voluto vivere con loro per cinque lunghi anni giorni e notti frequentando sert, luoghi di spaccio e comunità di recupero. Un'esperienza che va aldilà di una "documentazione approfondita" lasciando nuove convinzioni e rompendo i pregiudizi con cui il mondo normale guarda il mondo della droga.

La cosa che più mi ha spaventato, del mondo degli eroinomani, è che non sono diversi da noi, da me. L'eroinomane, per tutto il tempo, cerca una sola cosa: l'eroina. [...] Ecco: io mi sono accorta che anche noi - anche io - abbiamo delle dipendenze, delle devozioni, dei buchi interiori che risucchiano tutto il resto, in cui la nostra attenzione, le nostre passioni, le nostre forze cadono inesorabilmente. L'eroinomane non cerca la morte, ma solo la fine del dolore, la serenità. E' quello che facciamo tutti.

 Ammette la stessa autrice in un'intervista. E' bene precisare che il romanzo non è un documentario sul mondo dell'eroina e degli eroinomani come potrebbero pensare alcuni, ma la storia di due fidanzati ventiseienni che ne sono schiavi.

La trama è abbastanza semplice: Nikita e Pablo, sono due fidanzati eroinomani che vivono a Roma. Da anni oramai passano le giornate facendosi di eroina o cercando soldi in tutti i modi per comprarla, in preda a crisi di astinenza molto violenta. Un giorno si presenta Annette, una ragazza francese molto giovane, molto ricca e per i due ragazzi rappresenta una, e l'unica, fonte pressoché inesauribile di denaro.  E denaro significa eroina. Decidono presto di rapirla e di chiedere un riscatto, ma non è facile badare a una prigioniera se il loro pensiero è uno solo: l'eroina. Il rapimento si trasformerà presto da un'idea geniale ad un terribile incubo.

Il romanzo ha molti pregi, primo tra tutti quello di svelare un mondo poco conosciuto alla maggioranza di noi. Sicuramente interessante è capire come vivono questi ragazzi che sono rimasti vittime della droga, come si procurano i soldi, dove vivono, e come si sentono. Un aspetto importante del romanzo è la descrizione del passato di Nikita, protagonista principale: dai rapporti con la famiglia, ai suoi desideri che già da pre-adolescente l'hanno spinta verso il mondo della droga. Ma la strada per arrivare all'eroina è stata lunga e dura. L'obiettivo adolescenziale della stessa protagonista, non sapendo quale futuro l'avrebbe attesa. Nella stessa situazione c'è anche il fidanzato Pablo.
Da allora inizia a smettere con tutte le altre droghe - persino col fumo, che gli dà solo psicosi e fobie, persino con l'alcol. rimane solo l'eroina, l'Indiscussa. Per un po' è una vita sopraffina, tutta tesa a introiettare la sua droga: se gli cola il naso se lo soffia con la mano perché i fazzoletti servono solo a tamponare il buco dopo che si fa una persa, se ha fame se la fa passare perché i soldi servono solo per comprare l'eroina, se non hanno sonno se lo fa venire perché deve essere sveglio solo quando si può fare. Ma io, si dice, io non sarò come tutti gli altri, che alla fine muoiono. Lo dice lui.
Si sarebbe presto pentita fino a desiderare ardentemente una vita normale, senza alti e bassi, anche nella sua monotonia. Tanta di conseguenza è l'invidia verso chi è riuscito a uscire dalla morsa dell'eroina.
Nikita lo fissò spudorata, e vide che lui ce l'aveva fatta. Come sta bene tutto ripulito. Lavorava. Si lavava. Viveva. Sembrava solo più vecchio.
La voglia di smettere era tanta, ma solo quando non si era in preda alle crisi di astinenza distruttrici ogni desiderio, ogni progetto, ogni buon proposito. Solo l'eroina era importante.

Tuttavia ci sono anche alcuni aspetti negativi. I numerosi flashback rallentano la storia e la loro lunghezza non aiuta: più o meno come la pubblicità in un film, spezza troppe volte e per troppo tempo la vicenda stessa. La scrittura è abbastanza innovativa e a primo impatto anche difficile, la punteggiatura, spesso assente, ne è la causa. Spesso trovare il filo del discorso è difficile, così come distinguere un pensiero. Soprattutto all'inizio è un aspetto che dà fastidio, ma se si ha voglia di continuare a leggere il racconto ci si abitua e poi tutto viene più fluido.
L'ultimo aspetto negativo è la trama non conclusa: tutto resta incompiuto e non si sa bene cosa succede alla fine. Una trama complessa forse sarebbe stata più dannosa per il racconto già difficile di per sé, ma sicuramente portarla a termine avrebbe conferito al romanzo almeno una chiusura.

In ogni caso è il primo romanzo di Antonella Lattanzi, quindi certe cose si possono perdonare, soprattutto considerando il tema svolto e lo stile che il racconto richiedeva, non certo quello canonico. Un buon libro nel complesso che distrugge molti luoghi comuni come racconta la stessa autrice in ogni intervista, evidentemente è proprio questo l'obiettivo del suo libro.